Filosofo in meditazione

admin giugno 14th, 2010

Filosofo-in-meditazioneIl dipinto il Filosofo in meditazione è una dalle prime opere di Rembrandt ad Amsterdam,periodo in cui l’artista produce varie versioni di filosofi e apostoli in atteggiamento meditativo.Lo sfondo è di tono scuro,le figure appaiono dal buio disegnati dalla luce. Anche se la tecnica richiama quella usata dal Caravaggio,in Rembrandt l’oscurità non è drammaticità,ma tuttavia assume il valore di un rifugio che permette alla luce di portare il suo calore.La luce che illumina la scena entra da una finestra sulla sinistra,illuminando la scala a chiocciola,che insieme alla curva creata da quest’ultima forma un motivo ad «s»,al centro vi è il filosofo in meditazione, mentre una donna viene appena rischiarata dal fuoco di un camino posto sulla destra in basso.


Olio su tavola di legno
28 x 34 cm
Museo del Louvre,Parigi

Crocefissione di San Pietro

admin giugno 11th, 2010

Crocefissione_di_San_PietroNella Crocefissione di San Pietro il fatto sacro è raffigurato come un evento di umile vita:il martire e i tre aguzzini intenti a sollevare faticosamente la croce sulla quale è stato inchiodato San Pietro.Una complessa struttura impostata su più diagonali intersecanti,formate dalla croce e dalla schiena dell’aguzzino,rivela una nuova tecnica compositiva:il contiunuare degli assi e delle diagonali assegna alle immagini uno sconfinamento oltre il limite della tela,eliminando l’illusionismo prospettico rinascimentale.In questa tela si osserva anche il passaggio dallo stile luminoso e chiaro ad uno nuovo stile “tenebroso”.La luce,pur conferendo tridimensionalità alle figure,non approfondisce lo spazio poichè le forme emergono dall’oscurità.

Olio su tela
230×175 cm
Santa Maria del Popolo-Cappella Cerasi,Roma

Natura morta con la sedia di paglia

admin giugno 9th, 2010

Natura_morta_con_la_sedia_di_pagliaNel 1912 con l’inserimento di un pezzo di tela cerata,per l’imitazione di un’impagliatura in Natura morta con la sedia di paglia,Picasso perfeziona la nuova tecnica del collage,allontanandosi sempre più dai canoni tradizionali della pittura.Il quadro,con la sua cornice fatta di corda,si definisce come un’opera dove gli oggetti della realtà non vengono descritti attraverso la finzione della pittura,ma esistono su tela sia per identificare e riconoscere l’oggetto,sia in funzione compositiva ed estetica.


Olio e tela cerata applicata su tela
29×37 cm
Musée Picasso,Parigi

Ultimo addio tra Romeo e Giulietta

admin giugno 8th, 2010

Ultimo_bacio_di_Romeo_e_GiuliettaHayez si impose rapidamente come il caposcuola del romanticismo italiano,in un’attività scandita,spesso tratte da romanzi e poemi di contemporanie,come nell’Ultimo bacio di Romeo e Giulietta.La scena descrive il passo dell’addio dopo l’unica notte d’amore che i due giovani amanti riescono a passare insieme.Ambientata nella casa di Giulietta, avvolta ancora nel buio della notte, la giovane si protende per un ultimo bacio verso Romeo,ormai sul balcone inondato dalla rosea luce dell’alba.Sorregge la composizione un interessante impianto compositivo della stanza e una vigorosa resa cromatica,probabilmente ispirazione della tradizione veneta.


Olio su tela
219×201 cm
Villa Carlotta,Tremezzo

Ritratto di dama al balcone - La Gioconda

admin giugno 4th, 2010

La_GIocondaIn questi anni fiorentini Leonardo stabilisce un nuovo modello per il ritratto,destinato ad essere un altra delle sue opere engmatiche più famose.Il quadro in questione è il Ritratto di dama al balcone,conosciuto come la Gioconda,oppure la Monna Lisa.Ideato intorno agli anni 1503-1506,il dipinto deve essere stato oggetto di una lunghissima elaborazione da parte del maestro,che lo conservò sempre con se fino alla sua morte in Francia.Il soggetto è ritratto a ridosso di un loggiato, vi si intravedono il parapetto e le basi di 2 colonne laterali.L’apparente semplicità della figura si fonda in realtà su una tecnica compositiva molto complessa:un’analisi attenta rivela che busto,braccia e testa della dama ruotano secondo diverse direzioni di movimento.Grazie a questa tecnica Leonardo disperde ogni residuo di rigidezza e immobilità del soggetto,conferendole una naturalezza ed un’animazione che non ha precedenti.La novità straordinaria di questo ritratto sta nell’espressione della dama:infatti l’espressione non viene fissata in maniera definitiva,ma sembra mutare dinanzi allo spettatore,attraverso un raffinamento della tecnica pittorica dello sfumato tipica dell’artista.Particolare anche il paesaggio alle spalle della dama,realizzato da Leonardo come l’organismo in continua trasformazione che è la terra: nei picchi rocciosi consumati dall’acque fino all’erosione,nello scorerre dei fiumi e nei vapori dell’atmosfera.

Olio su tavola
77×53 cm
Louvre,Parigi

La Primavera

admin giugno 3rd, 2010

La_PrimaveraIntorno al 1478,venne commissionata a Botticelli una delle opere più misteriose del Rinascimento,dato che la sua origine e il suo significato malgrado numerose ipotesi proposte,ancora sfuggono,La Primavera.Le figure poste davanti ad un boschetto ombroso,sono allineate in un praticello cosparso da fiori,imitazone degli arazzi fiamminghi.Singolarmente o a gruppi collegate da un sinuoso andamento ad onda che ha il centro nella figura di Venere.I volumi,appena accennati dalle ombreggiature,creano gioco con i contorni.IL colore eburneo dei corpi,i rossi dei manti della Venere e di Mercurio si contrastano col fondale scuro.Zefiro,il vento della primavera,agguanta Cloris,una ninfa,che tenta impaurita di sfuggirgli;diverrà sua sposa e muterà il nome in Flora:è lei la terza figura dalla veste bianca decorata di corolle.Venere stende la mano verso le tre Grazie coperte da veli trasparenti,che danzano allacciate tra loro.Dall’alto Cupido scocca una freccia infuocata.Chiude il dipinto un Mercurio assorto,che scaccia le nuvole con il caduceo,volgendo le spalle agli altri personaggi.


Tempera su tavola
203×314 cm
Uffizi,Firenze

Creazione di Adamo

admin giugno 1st, 2010

Creazione_di_AdamoCol procedere del lavoro per la Cappella Sistina si accresce l’intensità espressiva dello stile di Michelangelo,che dalla statuarietà con cui raffigura le prime sezioni,passa ad un fortissimo dinamismo.Con quetsa tecnica Buonarroti unisce nell’immagine di Dio le sembianze dell’uomo e l’energia delle forze dell’universo.Nella Creazione di Adamo trasmette al corpo perfetto giacente dell’uomo una forza di vita che irrompe da tutto il suo essere.Adamo è rappresentato col corpo privo di forze, il braccio sollevato fatica mentre cerca il contatto con Dio.Dio viene raffigurato nel gesto del tocco con un esplosione di potenza e di energia,contornato dalla schiera di dodici angeli.Solo negli ultimi anni si è scoperto che la composizione di Dio,gli angeli e il mantello sembri raffigurare la sezione destra del cervello,probabilmente allegoria voluta dallo stesso Michelangelo.


Affresco
280×570
Volta della Capella Sistina,Vaticano

Cena in Emmaus

admin maggio 31st, 2010

Cena-in-EmmausNel 1606 Caravaggio dipinse la Cena in Emmaus che possiede sobrietà e immediatezza espressiva.Il momento rappresentato è quello che segue la benedizione del pane che,spezzato,è sulla tavola.La semplificazione degli elementi intravede l’interno spoglio di una taverna dove una donna anziana porta le vivande,l’oste e due uomini stupiti riconoscono Cristo durante l’atto eucaristico.La luce,elemento primario,in rapporto con le ombre illumina il viso di Cristo,sottolinea la mano benedicente,mette in evidenza il pane,i volti dei personaggi,lo scorcio di natura morta sul tavolo posto al livello del punto di vista dello spettatore.Le figure e gli oggetti risaltano nel contrasto della luce-ombra emergendo dallo sfondo scurissimo disegnando lo spazio.Questo tipo di tecnica con la luce che da forma alle figure e agli oggetti in quest’opera si conferma ancor di più l’elemento espressivo fondamentela del tardo Caravaggio.


Olio su tela
141×175 cm
Pinacoteca di Brera,Milano

L’albero argentato

admin maggio 28th, 2010

L'albero_argentatoMondrian riconosce al cubismo l’aver introdotto nella pittura elementi plastici e una nuova tecnica,sottolineando l’importanza della determinazione dello spazio tramite la costruzione dei volumi.Ma se il cubismo lo aiutò ad allontanarsi da una visione soggettiva della realtà,non fù certo questa maniera espressiva a condurlo verso lo stile dell’astrazione.Questo distacco verrà in Mondrian con lenti e faticosi passaggi e ripensamenti.Già nel dipinto L’albero argentato l’artista semplifica la struttura della composizione,riducendo le immagini reali in coordinate visive pure,alle semplici linee orizzontali e verticali.Meno forte diventa il richiamo realistico,più la composizione viene realizzata dal ritmo e dal rapporto dei valori cromatici.


Olio su tela
78,5×167,5 cm
Geneentenmuseum,L’Aia

Les demoiselles d’Avignon

admin maggio 27th, 2010

Les_demoiselles_d'AvignonLes demoiselles d’Avignon,dipinto da Picasso nel 1907,esprime una violenta rottura delle forme e passerà per questo motivo alla storia come l’opera più sconcertante del Novecento.Il quadro,che ebbe una lunga lavorazione,si rivelò subito come l’inizio di una visione nuova che sconvolgeva le regole della pittura e trasgrediva l’idee tradizionali dello stile,passando alle prime forme del cubismo.Dal segno ancora fermo e marcato delle poitiche immagini di infermi,mendicanti,saltimbanchi ed arlecchini,nelle quali l’azzurro indicava uno stato d’animo doloroso,l’artista passò ad un linearismo dagli influssi simbolici dove il colore si attenua e si rischiara in tonalità rosate.


Olio su tela
244×233 cm
Museum of Modern Art,New York

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