admin giugno 3rd, 2010
Intorno al 1478,venne commissionata a Botticelli una delle opere più misteriose del Rinascimento,dato che la sua origine e il suo significato malgrado numerose ipotesi proposte,ancora sfuggono,La Primavera.Le figure poste davanti ad un boschetto ombroso,sono allineate in un praticello cosparso da fiori,imitazone degli arazzi fiamminghi.Singolarmente o a gruppi collegate da un sinuoso andamento ad onda che ha il centro nella figura di Venere.I volumi,appena accennati dalle ombreggiature,creano gioco con i contorni.IL colore eburneo dei corpi,i rossi dei manti della Venere e di Mercurio si contrastano col fondale scuro.Zefiro,il vento della primavera,agguanta Cloris,una ninfa,che tenta impaurita di sfuggirgli;diverrà sua sposa e muterà il nome in Flora:è lei la terza figura dalla veste bianca decorata di corolle.Venere stende la mano verso le tre Grazie coperte da veli trasparenti,che danzano allacciate tra loro.Dall’alto Cupido scocca una freccia infuocata.Chiude il dipinto un Mercurio assorto,che scaccia le nuvole con il caduceo,volgendo le spalle agli altri personaggi.
Tempera su tavola
203×314 cm
Uffizi,Firenze
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admin maggio 5th, 2010
In questo dipinto sono espressi i canoni della filosofia neoplatonica, seguita con grande interesse da Botticelli, interpretando un carattere malinconico e contemplativo.
Botticelli non era interessato ne’ ai moti universali, ne’ al dinamismo naturale delle figure perche’ il suo obiettivo era quello di raggiungere la bellezza sublime, assoluta, immobile, al di la’ di ogni contesto spazio temporale.
Il corpo scultoreo del Santo e’ il prodotto della piena maturità stilistica di un pittore su i ventinove anni, che sa prodursi anche in pezzi di bravura virtuosistica come il difficile scorcio del piede destro, poggiato, come l’altro, su un ramo tagliato dell’ albero.
Tavola
195×75 cm
Berlino Gemaldegalerie
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admin aprile 21st, 2010
Il dipinto, per il suo formato oblungo, doveva essere in origine destinato a una spalliera lignea di camera nuziale, seguiti da altri pannelli, di cui uno con lo stesso soggetto opera di Piero di Cosimo, che appare chiaramente ispirato al dipinto di Botticelli, di cui mantiene il tono giocoso nella raffigurazione degli amorini che trasportano pezzi dell’armatura, relegai, pero’ sullo sfondo, a differenza dei quattro satiretti che, nel quadro di Botticelli, giocano con le armi di un Marte dal corpo efebico, immerso in un sonno pesante al punto da non svegliarsi nemmeno al suono della buccina che viene accostata al suo orecchio da un satiretto dispettoso. Le piccole vespe presenti, secondo alcuni storici, sono il richiamo alla famiglia Vespucci, vicina di casa dell’artista e committente del S. Agostino.
Venere appare estranea a tutto il trambusto avvolta in una veste bianca, i capelli raccolti in un gioiello con grosse perle. Qui, l’ artista sente il bisogno di delineare i contorni delle figure connun segno preciso e tagliente adottando una tavolozza chiara e abbagliante.
Tavola
69×173 cm
National Gallery,Londra
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admin luglio 21st, 2009
Questa opere realizzata da Botticelli nel 1487 destinata alla chiesa di San Barnaba di Firenze.
Raffigura la Madonna adagiata sul trono con il Bambinoe i santi Caterina d’Alessandria, Agostino, Barnaba, Giovanni Battista, Ignazio e Michele Arcangelo.
Dipinto a tempera su tavola di cm 268×280, conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
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