admin maggio 10th, 2010
L’attività artistica di Leonardo in questo periodo sembra essere interamente assorbita dalla corte.Il Ritratto di dama con ermellino può essere identificato con quello che il maestro eseguì per un’aristocratica dama amante di ludovico il Moro:il cognome della colta e raffinata Cecilia Gallerani trova un’assonanza con il nome yalen dell’ermellino,che vi compare anche come simbolo dello stesso Ludovico.Il ritratto colpisce per l’incisività costruttiva dl sistema di illuminazione,che si può riferire da un lato agli studi concodtti dallo stesso Leonardo in questi anni della luce sui corpi,dall’altro agli esempi di ritrattistica fiamminga e antonellesca conosciuti a Milano.La figura della giovane raggiunge un’immediata vivacità di espessione,accentuata dal rapporto fra l’arguta e raffinata espressione della dame e l’altera compostezza del’animale.Ciò è costituito dall’impostazione spaziale:l’asse del volto e ruotato verso una spalla che,vista da una veduta laterale,imprime alla figura un moto a spirale.Investiti dal fascio luminoso,viso e braccia dell’ermellino suggeriscono il girara della forma e la sua tridimensionalità.
Olio su tavola
54×40,3 cm
Czartorysky Muzeum,Cracovia
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admin maggio 4th, 2010
La prima commisione milanese dell’artista è la cosiddetta Vergine delle rocce.Essa raffigura il leggendario incontro tra il Battista e Gesù entrambi bambini,sfuggiti alla strage degli innocenti,in cui Gesù benedice S.Giovannino profetizzando il Battesimo.La singolare collocazione della scena all’interno di una grotta forse allude al luogo dell’incontro(il deserto roccioso del Sinai),ma più probabilmente i pinnacoli rocciosi vogliono riferirsi in maniere simbolica lla Vergine,secondo una immagine diffusa nella devozione del periodo.Le figure all’ingresso della grotta,illuminate di fronte e dai raggi che filtrano dal fondo,emergono dolcemente dall’ombra mentre l’atmosfera dell’antro si colora di tenue sfumature conferendo all’immagine i riflessi tipici dell’acquario.Elaborando il concetto di spazio fluido basandosi sulla trasmissione ininterrotta della luce,Leonardo conferisce al dipinto un sottilissimo graduarsi dell’ombra che genere così l’immagine.Qualsiasi oggetto non si vede mai per intero del suo vero colore a causa delle variazioni prodotte dalla luce che filtra ed dai riflessi delle ombre degli oggeti vicini.Ciò si nota soprattuto negli abiti della Vergine,nelle rocce all’orizzonte,basandosi su un intenso studio dei fenomeni naturali che l’artista affrontava in questo periodo della sua vita.
Olio su tavola trasferito su tela
199×122 cm
Louvre,Parigi
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admin aprile 26th, 2010
L’attività fiorentina del pittore si svolse presso la bottega del già noto pittore Verrocchio,dove alcune opere sembrano portare il segno di un intervento di Leonardo.Una di queste è il Battesimo di Cristo di Verrocchio,in cui spetta al giovane allievo l’esucuzione dell’angelo a sinistra e del paesaggio alle sue spalle.Del Verroccchio Leonardo mutua la rigidezza delle forme,note nella pittura fiorentina rinascimentale,mediante un uso di movimenti più fluidi negli spazi.L’interesse di Leonardo è immergere i corpi nello spazio per mezzo della luce:il paesaggio di sfondo,la chioma vaporosa e i lineamenti delicati dell’angelo sono resi infatti con una luminosa e leggera modellazione che ammorbidisce i contorni rendendoli più sinuosi.Vasari racconta che il maestro Verrocchio,notando che il giovane Leonardo ne sapesse più di lui,per lo sconforto lasciò per sempre la pittura:l’aneddoto manca di fondamento reale,ma vale a sottolineare la distanza che già separava i due artisti.
Olio e tempera su tavola
180×152 cm
Uffizi,Firenze
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