admin agosto 10th, 2010
Il dipinto è considerato un’opera giovanile di Leonardo.L’artista si allontanò dall’iconografia tradizionale dell’Annunciazione ambientando la scena in un giardino all’esterno della casa della Vergine.È tradizionale la collocazione dei due personaggi (la Madonna a destra e l’Angelo a sinistra) inoltre per mantenere la riservatezza dell’incontro Leonardo dipinse la Madonna in un angolo del palazzo, facendo intravedere il letto dal portale.Grande attenzione è riservata alla descrizione botanica sia nel prato che nello sfondo,porbabile omaggio alla varietà e ricchezza della creazione divina. Sullo sfondo si vedono un fiume con anse e barche, montagne punteggiate da torri e alberi. Leonardo si servì della prospettiva aerea, tecnica che prevedeva una colorazione più tenue e sfumata per i particolari più lontani avvolti in una foschia,mentre gli oggetti vicini vennero raffigurati minuziosamente.
Olio e tempera su tavola
98 x 217 cm
Galleria degli Uffizi ,Firenze
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admin luglio 5th, 2010
Intorno il 1503 la repubblica di Firenze incarica Leonardo di eseguire un affresco nella sede del Maggior Consiglio.L’affresco doveva rappresentare la Battaglia di Anghiari con la vittoria riportata nel 1440 dai fiorentini.Nel 1506 l’artista,oltre al cartone riesce a realizzare anche una parte del dipinto,ma nè l’uno nè l’altro ci sono pervenuti,soltanto copie dell’affresco.Le copie riproducono la parte centrale della scena:essa raffigura una lotta furiosa di cavallieri che si contendono l’asta della bandiera.Leonardo centra la composizione in un spazio ristretto riprendendo gli studi già avvenuti per l’Adorazione dei Magi ed il cartone di Sant’Anna,raccogliendo all’interno di quest’ultimo ricchezza di ritmi dinamici e di forze contrastanti.La complessità dei movimeti dei cavalli e dei soldati intensificano la forza espressiva dellla composizione,che raggiunge una tensione drammatica e una potenza di rappresentazione senza precedenti.
Copia del cartone di Leonardo da Vinci fatta da Rubens
Disegno a matita,ritocco a penna e a guazzo
0,451×0,64 m
Gabinetto delle stampe e dei disegni,Parigi
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admin giugno 18th, 2010
Tra la fine del 400 e l’inizio del 500 Leonardo presenta alla corte fiorentina,nel chiostro della Santissima Annunziata,il cartone Sant’Anna con la Vergine il Bambino e San Giovannino che influenzerà negli anni successivi le creazioni di Michelangelo e di Raffaello.In questa composizione,ad una prima sintetica visione,appaiono i due corpi di Sant’Anna e della Madonna,seduta sul suo grembo,come corpo unico,con due teste ritmicamente affiancate e ruotate l’una verso l’altra inglobando totalmente il Bambino e,a cui si appoggia sulla destra,San Giovannino.L’imponente presenza del gruppo assorbe totalmente lo sapzio che lo circonda.Infatti il risutato sembra essere un bozzetto per un’opera scultorea,se non intervenissero le sfumature create dalla luce,penombra ed ombra,modellando le figure con la tecnica dello sfumato.IL risultato finale di questa ideazione sarà il dipinto incompiuto di Sant’Anna,la Madonna,il Bambino e l’agnello.
Gessetto nero,biacca e sfumino su carta
141×101 cm
National Gallery,Londra
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admin giugno 4th, 2010
In questi anni fiorentini Leonardo stabilisce un nuovo modello per il ritratto,destinato ad essere un altra delle sue opere engmatiche più famose.Il quadro in questione è il Ritratto di dama al balcone,conosciuto come la Gioconda,oppure la Monna Lisa.Ideato intorno agli anni 1503-1506,il dipinto deve essere stato oggetto di una lunghissima elaborazione da parte del maestro,che lo conservò sempre con se fino alla sua morte in Francia.Il soggetto è ritratto a ridosso di un loggiato, vi si intravedono il parapetto e le basi di 2 colonne laterali.L’apparente semplicità della figura si fonda in realtà su una tecnica compositiva molto complessa:un’analisi attenta rivela che busto,braccia e testa della dama ruotano secondo diverse direzioni di movimento.Grazie a questa tecnica Leonardo disperde ogni residuo di rigidezza e immobilità del soggetto,conferendole una naturalezza ed un’animazione che non ha precedenti.La novità straordinaria di questo ritratto sta nell’espressione della dama:infatti l’espressione non viene fissata in maniera definitiva,ma sembra mutare dinanzi allo spettatore,attraverso un raffinamento della tecnica pittorica dello sfumato tipica dell’artista.Particolare anche il paesaggio alle spalle della dama,realizzato da Leonardo come l’organismo in continua trasformazione che è la terra: nei picchi rocciosi consumati dall’acque fino all’erosione,nello scorerre dei fiumi e nei vapori dell’atmosfera.
Olio su tavola
77×53 cm
Louvre,Parigi
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admin maggio 10th, 2010
L’attività artistica di Leonardo in questo periodo sembra essere interamente assorbita dalla corte.Il Ritratto di dama con ermellino può essere identificato con quello che il maestro eseguì per un’aristocratica dama amante di ludovico il Moro:il cognome della colta e raffinata Cecilia Gallerani trova un’assonanza con il nome yalen dell’ermellino,che vi compare anche come simbolo dello stesso Ludovico.Il ritratto colpisce per l’incisività costruttiva dl sistema di illuminazione,che si può riferire da un lato agli studi concodtti dallo stesso Leonardo in questi anni della luce sui corpi,dall’altro agli esempi di ritrattistica fiamminga e antonellesca conosciuti a Milano.La figura della giovane raggiunge un’immediata vivacità di espessione,accentuata dal rapporto fra l’arguta e raffinata espressione della dame e l’altera compostezza del’animale.Ciò è costituito dall’impostazione spaziale:l’asse del volto e ruotato verso una spalla che,vista da una veduta laterale,imprime alla figura un moto a spirale.Investiti dal fascio luminoso,viso e braccia dell’ermellino suggeriscono il girara della forma e la sua tridimensionalità.
Olio su tavola
54×40,3 cm
Czartorysky Muzeum,Cracovia
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admin maggio 4th, 2010
La prima commisione milanese dell’artista è la cosiddetta Vergine delle rocce.Essa raffigura il leggendario incontro tra il Battista e Gesù entrambi bambini,sfuggiti alla strage degli innocenti,in cui Gesù benedice S.Giovannino profetizzando il Battesimo.La singolare collocazione della scena all’interno di una grotta forse allude al luogo dell’incontro(il deserto roccioso del Sinai),ma più probabilmente i pinnacoli rocciosi vogliono riferirsi in maniere simbolica lla Vergine,secondo una immagine diffusa nella devozione del periodo.Le figure all’ingresso della grotta,illuminate di fronte e dai raggi che filtrano dal fondo,emergono dolcemente dall’ombra mentre l’atmosfera dell’antro si colora di tenue sfumature conferendo all’immagine i riflessi tipici dell’acquario.Elaborando il concetto di spazio fluido basandosi sulla trasmissione ininterrotta della luce,Leonardo conferisce al dipinto un sottilissimo graduarsi dell’ombra che genere così l’immagine.Qualsiasi oggetto non si vede mai per intero del suo vero colore a causa delle variazioni prodotte dalla luce che filtra ed dai riflessi delle ombre degli oggeti vicini.Ciò si nota soprattuto negli abiti della Vergine,nelle rocce all’orizzonte,basandosi su un intenso studio dei fenomeni naturali che l’artista affrontava in questo periodo della sua vita.
Olio su tavola trasferito su tela
199×122 cm
Louvre,Parigi
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admin aprile 26th, 2010
L’attività fiorentina del pittore si svolse presso la bottega del già noto pittore Verrocchio,dove alcune opere sembrano portare il segno di un intervento di Leonardo.Una di queste è il Battesimo di Cristo di Verrocchio,in cui spetta al giovane allievo l’esucuzione dell’angelo a sinistra e del paesaggio alle sue spalle.Del Verroccchio Leonardo mutua la rigidezza delle forme,note nella pittura fiorentina rinascimentale,mediante un uso di movimenti più fluidi negli spazi.L’interesse di Leonardo è immergere i corpi nello spazio per mezzo della luce:il paesaggio di sfondo,la chioma vaporosa e i lineamenti delicati dell’angelo sono resi infatti con una luminosa e leggera modellazione che ammorbidisce i contorni rendendoli più sinuosi.Vasari racconta che il maestro Verrocchio,notando che il giovane Leonardo ne sapesse più di lui,per lo sconforto lasciò per sempre la pittura:l’aneddoto manca di fondamento reale,ma vale a sottolineare la distanza che già separava i due artisti.
Olio e tempera su tavola
180×152 cm
Uffizi,Firenze
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