Archive for the tag 'riproduzioni su tela'

Madonna del libro

Madonna_del_libroIn Madonna del libro Maria tiene affettuasamente in grembo il figlio mentre sfoglia le pagine di un libro all’interno di una stanza su cui si apre una finestra che rivela uno scorcio di paesaggio.In parte è leggibile il contenuto del libro ,sembrerebbe trattarsi di un libro per la preghiera quotidiana.Il libro e gli altri oggetti conferiscono al dipinto un tono di una veduta familiare.Numerosi gli elementi simbolici che arricchiscono l’opera di significati religiosi, dalla stella ricamata sulla veste di Maria,ai tre chiodi della crocifissione e alla corona di spine stilizzata nelle mani dl Bambino.Anche la ciotola in maiolica colma di frutta è una allegoria alla religione: simboleggiano il preludio della Passione , la dolcezza dell’affetto tra madre e figlio e la Resurrezione.

Tempera su tavola
58 × 39,5 cm
Museo Poldi Pezzoli, Milano

La Primavera

La_PrimaveraIntorno al 1478,venne commissionata a Botticelli una delle opere più misteriose del Rinascimento,dato che la sua origine e il suo significato malgrado numerose ipotesi proposte,ancora sfuggono,La Primavera.Le figure poste davanti ad un boschetto ombroso,sono allineate in un praticello cosparso da fiori,imitazone degli arazzi fiamminghi.Singolarmente o a gruppi collegate da un sinuoso andamento ad onda che ha il centro nella figura di Venere.I volumi,appena accennati dalle ombreggiature,creano gioco con i contorni.IL colore eburneo dei corpi,i rossi dei manti della Venere e di Mercurio si contrastano col fondale scuro.Zefiro,il vento della primavera,agguanta Cloris,una ninfa,che tenta impaurita di sfuggirgli;diverrà sua sposa e muterà il nome in Flora:è lei la terza figura dalla veste bianca decorata di corolle.Venere stende la mano verso le tre Grazie coperte da veli trasparenti,che danzano allacciate tra loro.Dall’alto Cupido scocca una freccia infuocata.Chiude il dipinto un Mercurio assorto,che scaccia le nuvole con il caduceo,volgendo le spalle agli altri personaggi.


Tempera su tavola
203×314 cm
Uffizi,Firenze

Le grandi bagnanti

Le grandi bagnantiLe grandi bagnanti,derivante da modelli classici e rinascimentali,si risolve in una solidissima costruzione plasticoarchittettonica,fondata su corrispondenze e risonanze formali e cromaticamente sorretta da controllatissimi passaggi di tono:dal giallo ocra delle donne,al blu e verde del paesaggio.Nel ciclo delle Bagnanti,Cézanne ha cercato di raffigurare la “verginità del mondo” con la totale fusione tra l’elemento umano e l’elemento naturale,realizzando così uno dei temi più ricorrenti nella cultura occidentale.


Olio su tela
208X249 cm
Museum of Art,Philadelphia

Colazione dei canottieri a Bougival

colazione dei canottieriAnche Renoir,inizialmente,era scettico sul principio di una pittura d’ispirazione naturale,pensava che in fondo il museo fosse ancora il luogo dove si imparava meglio a dipingere.Ma l’amicizia con Monet e soprattutto il lavoro in comune a Bougival e poi ad Argenteuil,contribuirobno a definire il suo linguaggio sulla base di una tecnica a rapidi e brevi tocchi di pennello,con cui catturare la luce e l’effetto comp,essivo di una situazione naturale.In quel periodo,per le sue ricerche sui riflessi luminosi colorati,usava ritrarre i modelli sotto gli alberi,colpiti qua e là dai raggi del sole filtrati attraverso le foglie,ottenendo singolari effetti.Nonostante le consuete difficoltà con la critica,la pittura di Renoir riusciva più piacevole al pubblico.La sua più originale interpretazione dell’impressionismo rimase,fino ai primi anni ottanta,quella delle scene di gruppo all’aperto di cui fa parte anche la Colazione dei canottieri a Bougival.

Olio su tela
129×172 cm
Phillips Memorial Gallery,Washington

Ritratto di dama con ermellino

Ritratto di Dama con ermellinoL’attività artistica di Leonardo in questo periodo sembra essere interamente assorbita dalla corte.Il Ritratto di dama con ermellino può essere identificato con quello che il maestro eseguì per un’aristocratica dama amante di ludovico il Moro:il cognome della colta e raffinata Cecilia Gallerani trova un’assonanza con il nome yalen dell’ermellino,che vi compare anche come simbolo dello stesso Ludovico.Il ritratto colpisce per l’incisività costruttiva dl sistema di illuminazione,che si può riferire da un lato agli studi concodtti dallo stesso Leonardo in questi anni della luce sui corpi,dall’altro agli esempi di ritrattistica fiamminga e antonellesca conosciuti a Milano.La figura della giovane raggiunge un’immediata vivacità di espessione,accentuata dal rapporto fra l’arguta e raffinata espressione della dame e l’altera compostezza del’animale.Ciò è costituito dall’impostazione spaziale:l’asse del volto e ruotato verso una spalla che,vista da una veduta laterale,imprime alla figura un moto a spirale.Investiti dal fascio luminoso,viso e braccia dell’ermellino suggeriscono il girara della forma e la sua tridimensionalità.


Olio su tavola
54×40,3 cm
Czartorysky Muzeum,Cracovia

La Madonna col Bambino,San Giovanninoe un angelo-La Vergine delle rocce

Vergine delle rocceLa prima commisione milanese dell’artista è la cosiddetta Vergine delle rocce.Essa raffigura il leggendario incontro tra il Battista e Gesù entrambi bambini,sfuggiti alla strage degli innocenti,in cui Gesù benedice S.Giovannino profetizzando il Battesimo.La singolare collocazione della scena all’interno di una grotta forse allude al luogo dell’incontro(il deserto roccioso del Sinai),ma più probabilmente i pinnacoli rocciosi vogliono riferirsi in maniere simbolica lla Vergine,secondo una immagine diffusa nella devozione del periodo.Le figure all’ingresso della grotta,illuminate di fronte e dai raggi che filtrano dal fondo,emergono dolcemente dall’ombra mentre l’atmosfera dell’antro si colora di tenue sfumature conferendo all’immagine i riflessi tipici dell’acquario.Elaborando il concetto di spazio fluido basandosi sulla trasmissione ininterrotta della luce,Leonardo conferisce al dipinto un sottilissimo graduarsi dell’ombra che genere così l’immagine.Qualsiasi oggetto non si vede mai per intero del suo vero colore a causa delle variazioni prodotte dalla luce che filtra ed dai riflessi delle ombre degli oggeti vicini.Ciò si nota soprattuto negli abiti della Vergine,nelle rocce all’orizzonte,basandosi su un intenso studio dei fenomeni naturali che l’artista affrontava in questo periodo della sua vita.

Olio su tavola trasferito su tela
199×122 cm
Louvre,Parigi

Terrazza sul mare a Sainte-Adresse

Claude-Monet-Terrazza-sul-mare-a-Saint-AdresseNel 1865,nuovamente in Normandia,Monet si trovò a dipingere con il pittore Courbet,che lo influenzò con il suo stile e la sue composizioni.Ma a differenza di quest’ultimo,che secondo tradizione dipingeva la tela con un fondo scuro,Monet lavorava su tele bianche,ottenendo un risultato di maggiore luminosità nonostante l’uso di colori opacho.Sviluppando così quelli che lui stesso defiiva “esercizi di effetti di luce e di colore”.Nel 1866,Monet arrivò a dipinti come la Terazza sul mare a Saint-Andresse dove si avverte un’interpretazione del tutto originale del naturalismo appreso da Coubert,caratterizzato dall’uso di pennellate libere per quanto riguarda il mare e di colori puri molto vividi,dipinti anche a piccoli tocchi con l’intenzione di riprodurre le vibrazioni della luce.

Olio su tela
97×130
Metropolitan Museum of Art,New York

Il bacio

55x31-7nastagio-degli-onestiCon il procedere degli anni quaranta si accentua nel pittore Hayez un sentimiento di accorato pessimismo ideologico,nato probabilmente dalle disillusioni politiche dell’epoca.Un sentimento che è evidente anche nell’opera più celebre di Hayez Il bacio,partecipe di questo sentimento la descrizione della scena mediavale dominata dalla figura del giovane che bacia la sua donna prima di una partenza che viene descritta come una fuga irrimediabile.Un’allusione all’esilio politico e alle sofferenze dell’epoca.


Olio su tela
112×88
Pinacoteca di Brera,Milano

Battesimo di Cristo

55x31-7nastagio-degli-onestiL’attività fiorentina del pittore si svolse presso la bottega del già noto pittore Verrocchio,dove alcune opere sembrano portare il segno di un intervento di Leonardo.Una di queste è il Battesimo di Cristo di Verrocchio,in cui spetta al giovane allievo l’esucuzione dell’angelo a sinistra e del paesaggio alle sue spalle.Del Verroccchio Leonardo mutua la rigidezza delle forme,note nella pittura fiorentina rinascimentale,mediante un uso di movimenti più fluidi negli spazi.L’interesse di Leonardo è immergere i corpi nello spazio per mezzo della luce:il paesaggio di sfondo,la chioma vaporosa e i lineamenti delicati dell’angelo sono resi infatti con una luminosa e leggera modellazione che ammorbidisce i contorni rendendoli più sinuosi.Vasari racconta che il maestro Verrocchio,notando che il giovane Leonardo ne sapesse più di lui,per lo sconforto lasciò per sempre la pittura:l’aneddoto manca di fondamento reale,ma vale a sottolineare la distanza che già separava i due artisti.

Olio e tempera su tavola
180×152 cm
Uffizi,Firenze